Barbajada: uno dei dessert tipici della cucina milanese doc

Pensavate che a Milano esistesse solo il panettone come dolce tipico? Beh, allora mettetevi comodi e preparatevi a stupirvi, perché questa città può vantare la natalità di diverse specialità dolciarie. Una di queste è senz’altro la Barbajada, a metà tra dessert e bevanda, a tutt’oggi molto amata e servita nei bar (anche se ancora pochi e selezionati). Qui vi diciamo qual è la storia di questo dolce mangia e bevi, come si prepara e come nasce.

Una bevanda nata nell’800 al Teatro alla Scala

Per capire come nasce la Barbajada dobbiamo tornare indietro nel tempo fino alla prima metà dell’800. Domenico Barbaia, impresario del Teatro alla Scala, decise di fondare anche il “Caffè dei virtuosi” (proprio adiacente al teatro). Divenuto degli uomini più influenti dell’Europa del secolo diciannovesimo, decise di tirare fuori una sua vecchia creazione di quando lavorava come barista. L’idea a Barbaia venne dall’ispirazione dei caffè francesi e parigini, che già nel ‘700 usavano servire ai loro avventori (spesso intellettuali ed artisti legati all’Illuminismo) delle bevande a base di caffè e cacao.

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La bevanda ebbe un successo clamoroso, e divenne subito di gran moda. La si accompagnava sempre a tutti gli altri dessert e qualcuno ci faceva anche colazione. Lo ricorda anche Francesco d’Austria, futuro Duca di Modena, nel suo testo “Descrizione della Sardegna” del 1812. In questo libro si narra infatti come il re Vittorio Emanuele I, nel periodo in cui era rifugiato a Cagliari a causa delle invasioni delle truppe napoleoniche (all’incirca nei sette anni dal 1807 fino al 1814), facesse sempre colazione “in barbaja, ossia con caffè e cioccolata insieme”.

Il successo di questa bevanda resistette fino agli inizi del ‘900, per tutti gli anni ’30. Successivamente fu dimenticata gradualmente (negli anni ’70 scomparve del tutto). Oggi sembra invece aver ritrovato una nuova vita in città, con la riscoperta della gastronomia e della pasticceria legate alla tradizione, e con la voglia, da parte dei barman, di cimentarsi in una preparazione lunga ma buonissima.

Barbajada DeCo nel 2008

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Questa bevanda molto “comfort food”, che però può essere anche mangiata come un dolce al cucchiaio, è composta da latte, caffè, zucchero e cioccolato. Gli ingredienti vengono lavorati a lungo con la frusta per ottenere la classica consistenza cremosa e serviti in un tipico bicchiere in vetro, lungo o largo, secondo le preferenze dei bar. D’estate viene servita fredda, tal quale, oppure accompagnata da fragoline e granella di nocciole. D’inverno invece può essere servita in tazza, insieme con la panna montata e, a scelta, un po’ di rhum. Spesso questa bevanda accompagna biscotti e dolci, ma anche bevuta da sola ha il suo perché.

Nel 2008 la Barbajada ha ottenuto la famosa De.Co. (Denominazione Comunale), assegnata dal Comune di Milano a tutti i prodotti gastronomici che hanno segnato la storia della città e che l’hanno resa famosa nel mondo.

La ricetta della Barbajada

Vi abbiamo incuriosito o ingolosito parlandovi di questa bevanda e vi è venuta voglia di prepararvela da voi? Ecco qui la ricetta, allora.

Ingredienti per due persone

Vi serviranno:

  • Due tazze di caffè molto forte (100 ml in totale);
  • Latte intero in porzione di due tazze (50 + 50 ml);
  • Zucchero due cucchiaini (o secondo piacimento);
  • Una tazza di cioccolato fondente cremoso o fuso;
  • Panna fresca (una tazzina);
  • Cacao amaro in polvere quanto basta.

Come si prepara:

Per prima cosa procuratevi un pentolino. Versatevi dentro il caffè forte e zuccherato, il cioccolato fuso e il latte intero a temperatura ambiente. Accendete la fiamma molto bassa e cominciate a lavorare con una frusta, agitando finché non si presenti nel composto una spuma. Non togliete dal fuoco se non avete raggiunto un risultato di un liquido che si è trasformato quasi in una crema. A questo punto versate in una tazza (in inverno) o in un bicchiere alto (in estate), come più vi piace, e versate la panna montata, o del cacao in polvere.

In estate potreste anche optare per la versione “frullata” con i cubetti di ghiaccio, per uno smoothie goloso, magari abbinato a dei frutti di bosco o delle fragole.


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