Von Thurn und Taxis

La fuga dei cervelli … allora, come oggi!

Oggi siamo portati a pensare che la fuga dei cervelli sia un fenomeno tipico  dei nostri giorni. Non è vero assolutamente, in effetti è un cosa che c’è sempre stata e le motivazioni sono le più disparate. Un caso celebre per tutti, è ad esempio, Leonardo da Vinci che, alla Firenze dei Medici , preferì la Milano degli Sforza, per poi finire gli ultimi anni della sua vita ad Amboise, in Francia.

Via Case Rotte è la strada a sinistra di Palazzo Marino, la prosecuzione di via Verdi , oltre piazza della Scala. E’ una di quelle strade che, oggi, non dice assolutamente nulla al generico turista (se non che, forse, è la più corta strada di Milano – 20 metri in tutto), ma certamente nessuno sospetta che, dietro quel nome strano, si celi una storia ormai dimenticata dai più. Purtroppo, Milano fa e disfa, cancellando spesso, vuoi per ignoranza, vuoi per comodità, tante tracce del passato.

Guerra fra famiglie

E’ la storia di due famiglie patrizie, perennemente in lotta fra loro, che, a suon di scaramucce continue,  si contendevano il governo della città. Certo, torniamo indietro di più di  settecento anni, fra il 1240 e il 1330 circa …  Milano era ben diversa da oggi … da una parte i Torriani (o della Torre) padroni incontrastati della città, dall’altra i Visconti, signori di Massino località poco sopra Arona. 

I Torriani erano un ceppo franco discendente dei De La Tour di Borgogna dei quali due esponenti si trasferirono attorno all’anno 1000 in Val Sassina per sposare due figlie del conte Tacius. I De La Tour, a loro volta sarebbero discendenti di Anscario I, conte di Oscheret e poi marchese d’Ivrea, imparentato con la famiglia imperiale di Carlo Magno. [rif. Wikipedia]

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Non si sopportavano proprio … una guerra fra famiglie, senza esclusione di colpi, e conclusasi con l’affermazione dei Visconti dopo la battaglia di Desio del 1277. Vi furono ancora, successivamente dei ‘ritorni di fiamma’.

Rifugiatesi in Friuli presso il patriarca di Aquileia, Raimondo (1277-1299) , i Torriani rientrarono a Milano con Guido, che strappò la Signoria a Matteo Visconti nel 1302. Scacciati nuovamente dalla città nel 1311 da Enrico VII di Lussemburgo, per evitare che i Torriani ritornassero a Milano, i seguaci dei Visconti distrussero delle loro case … ‘Case Rotteappunto … (in zona Porta Nuova, come dicono i ‘sacri testi’).

Zona ‘Porta Nuova’, feudo dei Torriani

E in effetti la Porta Nuova, a quei tempi, era ancora una delle porte della cinta muraria romana: era all’altezza dell’attuale incrocio fra via Manzoni e via Bigli. I Torriani possedevano una cittadella in città … per dare un’idea, il quadrilatero delimitato da Piazza della Scala, via Manzoni, via Morone, Piazza Belgioioso via degli Omenoni era tutto loro proprietà… era talmente vasto che all’interno di quell’area, c’era persino un Viridarium,  ed è proprio dalla presenza di questo Viridarium, che l’attuale via Manzoni, allora si chiamava Corsia del Giardino!

Esilio accettato non da tutti

Dopo quella ultima sconfitta, i Torriani sparirono da Milano per un pò. Mezza Italia del Nord era comunque sotto la loro giurisdizione: trovarono rifugio chi in Istria, chi in Venezia Giulia, chi in Friuli,  chi in Veneto, avevano anche, a loro disposizione, parte della Lombardia …..

Un ramo della casata, evidentemente rimasto molto legato a Milano, brigò per ritornarvi e vi riuscì nel 1332, per intercessione di Papa Giovanni XXII, riottenendo in parte le terre precedentemente confiscate, a condizione però di sottomettersi al dominio dei Visconti.

Ma gli altri, che fine fecero? Dove sparirono? Conoscendo il loro spirito combattivo, vinti ma mai domi, da buoni milanesi, sicuramente avranno avuto modo di distinguersi … I rami cadetti della famiglia, come detto,  si sparpagliarono a macchia d’olio nei loro territori conquistati dai loro antenati, imparentandosi via via con varie famiglie di signorotti locali e dedicandosi ad attività meno cruente dei loro avi. Alcuni di questi discendenti ci sono ancora oggi ….

In Venezia Giulia ad esempio, il castello di Duino (Trieste), da oltre 420 anni di proprietà della famiglia Della Torre, fu prima abitato da discendenti del ramo Della Torre di Valsassina (von Thurn-Hofer und Valsassina), successivamente, e ancora oggi, dai duchi Della Torre e Tasso (von Thurn und Taxis),

Castello di Duino dei Conti Torre e Tasso
Castello di Duino (TS) dei duchi Della Torre e Tasso

Ci fu chi fece fortuna

Uno dei discendenti di questi rami, ad esempio, ebbe modo d’ imparentarsi con i Tasso di Cornello, originari della Val Brembana (Camerata Cornello è un borgo della bergamasca, di origine medievale, su uno sperone di roccia, a picco sul fiume Brembo: è tra i borghi più caratteristici e meglio conservati della Lombardia).

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Camerata Cornello
Quello che rimane oggi della casa dei Tasso

Una cosa, sicuramente poco nota ai più, è che questo discendente dei della Torre, fece la sua fortuna con il Servizio postale. Thurn und Taxis è un nome tedesco, e tradotto, è Torre e Tasso … o meglio Della Torre e Tasso.

“sono una nobile e importante famiglia tedesca. Erano un tempo principi soggetti al Sacro Romano Impero e acquistarono un importante ruolo politico ed economico, in particolare ebbero a partire dal Quattrocento un ruolo fondamentale nella diffusione del sistema postale in Europa, attività che continuarono fino al 1866. La famiglia è di origine italiana, in quanto discende dai Tasso, originari di Cornello in Val Brembana.” [rif.  Wikipedia].

Per inciso, a puro titolo di cronaca … un discendente di questa famiglia Tasso, fu, guarda caso, il poeta Torquato Tasso della Gerusalemme Liberata!!!

albero genealogico di Torquato Tasso

Non è assolutamente facile riuscire a ricostruire la parentela con i Tasso, essendosi enormemente ramificata la famiglia Della Torre,  nel corso delle varie generazioni. Comunque, si tratta naturalmente di matrimoni (normalmente d’interesse) fra i discendenti delle due famiglie. Personalmente, non sono riuscito a trovare il legame certo di parentela che permise di unire le due casate, comunque c’è da crederci visto che l’informazione, trova conferma in più di un testo consultato.

Una intera famiglia dedita al servizio postale

Sembra che il capostipite della famiglia Tasso, fosse un certo Omodeo, vissuto nella prima metà del 1300. Ebbe quattro figli, fra cui, tal Ruggero

Non sono chiare le modalità del passaggio di Omodeo, dei suoi figli e nipoti da Cornello a Bergamo, poi a Venezia. Si ritiene che per farsi le ossa, abbiano intrapreso autonomamente l’attività di ‘correria’ tra le suddette città, per poi unirsi ad altri operatori, quasi tutti bergamaschi, e costituire con loro, un’associazione di corrieri, la Compagnia dei Corrieri Veneti.

Il servizio di posta, a dire il vero, già funzionava nei tempi antichi, essenzialmente per la trasmissione di dispacci fra i regnanti di turno. Nel Medioevo, esistevano delle Compagnie (a livello locale) che si incaricavano di recapitare missive varie (non a livello privato). 

Servizio postale fuori d’Italia

Conquistatasi la fiducia dell’imperatore d’Austria Massimiliano I  d’Asburgo, i nipoti di Ruggiero, furono assunti  a suo servizio e cominciarono a diffondere il sistema postale, fuori d’Italia.  Massimiliano I dette loro l’incarico di instaurare un servizio postale regolare in tutta Europa, chiamato Posta Internazionale della Casa d’Asburgo.
Il servizio era imponente, considerando che già negli ultimi anni del XV secolo, poteva contare su un esercito di ventimila postiglioni, ed una rete di stazioni. di tutto rispetto.

Risulta che, almeno dal 1489, Jannetto de Tassis ricoprì l’incarico di Mastro di posta (Kuriermeister) di Massimiliano I d’Asburgo, con sede a Innsbruck, dove Massimiliano teneva la propria corte. La strada postale più importante era la “via di Fiandra“, che collegava la corte di Innsbruck a Malines nei Paesi Bassi, appartenenti alla moglie di Massimiliano, Maria di Borgogna.

Nel 1501 il figlio di Massimiliano, Filippo il bello, nominò Francesco Tasso, fratello di Jannetto, Capitano e Maestro delle poste dei Paesi Bassi, con sede a Malines.

Divenuto re di Spagna, Filippo nel 1505 stipulò un nuovo contratto con Francesco Tasso, affidandogli anche le poste fra Bruxelles e la Spagna, fino a Granada, attraverso la Francia.

 Nel 1516 il nuovo re di Spagna Carlo I (il futuro Carlo V del Sacro Romano Impero) stipulò un’altra convenzione con Francesco Tasso, che definì il carattere di primo sistema postale sovrannazionale. In particolare la via di Fiandra fu prolungata a sud delle Alpi, fino a Roma e Napoli.

Nel 1520 Carlo V, ormai imperatore, concesse a Giovanni Battista de Tassis il titolo di Gran Maestro delle poste imperiali, con sede a Bruxelles. A partire da tale data,  le poste ‘tassiane’ cominciarono a trasportare anche la corrispondenza privata.

Servizio postale in Italia

I fratelli di Giovanni Battista furono pure loro maestri delle poste nelle maggiori città italiane. La cosa interessante è che la carica allora era ereditaria.

Il primogenito Maffeo fu Maestro Generale delle Poste Pontificie, ma morì senza eredi.

Il secondogenito David forse operava già a Venezia; senz’altro suo figlio Ruggero fu fatto Maestro delle Poste imperiali a Venezia nel 1541 e la carica passò ai suoi discendenti, fino alla fine della Repubblica di Venezia.

Il terzo maschio, Simone, fu nominato Maestro Generale delle Poste del Ducato di Milano nel 1536. La carica passò poi al figlio primogenito, Ruggero

Il più efficiente servizio postale al mondo

Alla Thurn und Taxis spettò il merito quindi di aver creato Il primo sistema postale moderno, per oltre tre secoli, il più importante ed efficiente al mondo, del quale detenne il monopolio assoluto dal 1490 al 1866.

L’etimologia della odierna parola ‘taxi’, come mezzo di trasporto veloce, annovera, fra sue tre possibili origini, proprio il nome di questa famiglia, così famosa per il suo efficientissimo sistema postale.

Un bel esempio “ante litteram” di cervelli in fuga, milanesi diventati tedeschi … dei quali nessuno parla, nonostante vicino a Milano, nel caratteristico borgo medievale di Cornello del Tasso, in provincia di Bergamo, ci sia un bellissimo museo che, fra mille difficoltà, ne tramanda la memoria. Qui, infatti, sono conservati numerosi documenti legati all’attività nella gestione dei servizi postali e, in generale alla storia postale, tra cui una lettera del 1840 affrancata con il primo francobollo emesso al mondo, il famoso Penny Black.  Museo da visitare assolutamente! Gita da non perdere!

Il primo francobollo al mondo ‘Penny Black’
francobollo commemorativo della ‘Kaiserlichen Taxis’schen Post’

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