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Planetario “Ulrico Hoepli”

Passandoci davanti, (in Corso Venezia n° 57), mai si direbbe, che questo edificio sia un Planetario. Assomiglia tanto a un tempietto greco, ma non si può sbagliare … c’è anche scritto sopra l’ingresso, a caratteri cubitali! Ha festeggiato i suoi primi 90 anni di vita, proprio lo scorso 20 maggio!

Si tratta di un palazzetto, situato nei giardini “Indro Montanelli” di Porta Venezia, parzialmente nascosto fra gli alberi, di fianco al Museo di Scienze Naturali. E’ un palazzo ‘storico’ ! Come mai nel parco? Fu grazie alla ‘benevolenza’ delle autorità cittadine di allora, che concessero l’autorizzazione alla sua costruzione, sul terreno nell’area del giardino pubblico di Porta Venezia. Sembra appurato comunque che, per la cessione del terreno, il Comune fosse già informato del dono che Hoepli aveva promesso di fare alla città di Milano, regalo che l’editore poi ufficializzò il giorno dell’inaugurazione dell’opera stessa.

La realizzazione poi, fu resa possibile grazie alla stretta collaborazione fra il professor Emilio Bianchi (allora direttore dell’Osservatorio astronomico di Brera), in qualità di responsabile scientifico del progetto, quella dell’architetto tedesco Ernst Neufert, come responsabile tecnico della costruzione, ed infine dell’architetto Piero Portaluppi, autore dell’aspetto architettonico del palazzetto. Il suo nome ufficiale è Civico Planetario “Ulrico Hoepli”, in onore al noto editore svizzero naturalizzato italiano, che volle farlo costruire, per poi donare questo piccolo gioiello, alla città, quale atto di riconoscenza, per quanto Milano gli ha dato.

Il Planetario di Milano
l’architetto Piero Portaluppi

Una visita divertente ed istruttiva

E’ un posto, questo, che merita davvero una visita, non solo da parte dei grandi e dei piccini, ma anche dei turisti, perché è un luogo ‘magico’, che … fa davvero sognare! E’ come fare un viaggio nello spazio alla Jules Verne!

Eppure è una cosa seria,  il Planetario Ulrico Hoepli, è oggi uno dei più importanti poli scientifici della città meneghina. E’ un istituto per la divulgazione e la didattica dell’astronomia e delle scienze ad essa collegate come fisica, astronautica, scienze della Terra ecc. Qui si tengono conferenze, si svolgono incontri, e si fanno laboratori, dove, gli esperti d’astronomia svelano a tutti gli interessati, i più nascosti segreti riguardanti i pianeti, le stelle, le varie galassie e le numerose costellazioni. Il tutto è oggi supportato da un sistema multimediale all’avanguardia. E’ un museo a tutti gli effetti, una sorta de dependance del Museo di Scienze Naturali …. infatti non bisogna perdersi all’ingresso, l’esposizione di meteoriti cadute un po ovunque sulla terra nel corso dei millenni

Nel 1300, Dante, alla fine del suo peregrinare per l’Inferno, concluse il trentaquattresimo canto, col famosissimo verso … “e quindi uscimmo a riveder le stelle”. E noi? Noi oggi, in città, desiderando ammirare il creato, entriamo al Planetario! Certamente non è la stessa cosa … sa tanto di surrogato! E’ sicuramente vero! Però non si può dire di conoscere Milano, se non si è mai andati a visitarlo, almeno una volta. E non è nemmeno tanto facile entrarci: è necessaria infatti la prenotazione, perché è sempre pieno, essendo il numero di posti limitato a 375 in tutto! Solo l’anno scorso è stato visitato da più di centomila persone!

Indubbiamente, lo smog e l’inquinamento luminoso delle città, nascondono alla vista certi incredibili spettacoli della natura, come ad esempio quando la Terra, d’estate, nella sua orbita intorno al Sole, si trova ad attraversare le Perseidi, quell’intenso sciame meteorico, cioè le famose stelle cadenti, fenomeno particolarmente vistoso, durante la notte di San Lorenzo. Sono questi, gli spettacoli che colpiscono l’immaginario di ognuno di noi, e fanno sognare! Si ha la netta sensazione di essere un nulla di fronte all’immensità dell’universo. Quale genitore non ha fatto vedere ai propri figli, almeno una volta, la via Lattea o i famosi carri dell’Orsa Maggiore e dell’Orsa Minore?

La Stella Polare e i due Carri
La via Lattea

Per chi abita in città, ora, e per poter ammirare le stesse cose e molto di più, non ci rimane che visitare il Planetario. La sensazione è la medesima che si prova quando, in una magnifica notte stellata, ci si trova in montagna, piazzati su un cocuzzolo, in un posto isolato, nel buio più assoluto, a rimirare il firmamento a 360°! La differenza molto interessante, rispetto alla realtà è che, potendo avere una visione accelerata del trascorrere del tempo, si riescono a comprendere le traiettorie o le orbite compiute dagli astri, sulla volta celeste, in un certo arco temporale.

Perchè questa “esigenza” di un planetario? L’osservazione degli astri ha sempre affascinato l’uomo sin dai tempi antichi.

Il termine Planetario indica lo strumento ottico-meccanico (un particolare tipo di proiettore), che riproduce in modo realistico la volta celeste su un grande schermo semisferico, con dimensioni che possono variare dai 3 ai 25 metri di diametro. La macchina riproduce l’aspetto del cielo stellato osservabile da qualunque zona della Terra, nel passato, nel presente e nel futuro.

il Planetario

Prende pure il nome di Planetario, l’edificio, che ospita questo strumento, e che svolge un’intensa attività divulgativa e didattica riguardante l’astronomia e le scienze.

Il primo Planetario costruito in Italia

Il Planetario di Milano è il primo costruito in Italia nel lontano 1930 ed è tuttora il più grande d’Italia, per dimensioni. Fu voluto da Ulrico Hoepli e costruito in meno di un anno, fra il 1929 e il 1930, su progetto dell’architetto Piero Portaluppi (1888 – 1967).

Il Planetario in costruzione (1929)

L’edificio, di forme classicheggianti, è composto da una struttura di forma ottagonale in muratura continua, con solaio e cupola emisferica in calcestruzzo. L’ingresso è contraddistinto da un pronao ionico tetrastilo (facciata a quattro colonne e frontone). Le colonne scanalate, sono prive di basamento (plinto), a cui si accede da un’ampia scalinata che conduce al corpo dell’ingresso. All’ interno, è presente una grande sala di proiezione, realizzata con un gigantesco proiettore Zeiss Modello IV, istallato nel 1968, con una cupola di riproduzione dal diametro di 19,6 metri e con 375 posti a sedere. 

La sala di proiezione – 20mt di diametro

La proiezione della volta celeste nel Planetario, sembra essere quella che si può ammirare oggi dal terrazzo belvedere di un grattacielo della città. Nel buio della sala, durante la proiezione, si può notare alla base della cupola celeste, cioè all’ipotetico orizzonte, il profilo dei palazzi di Milano, non la città come si presenta oggi, col suo nuovo sky-line, ma com’era nel 1930, quando il Planetario fu costruito.

Il profilo del Duomo di Milano

. Il Planetario dispone anche di una biblioteca, che costituisce una sezione di quella del Museo di Storia Naturale, situato accanto all’edificio.

L’inaugurazione

L’edificio venne inaugurato il 20 maggio 1930, alla presenza dell’allora capo del Governo Benito Mussolini, del committente, ottantatreenne comm. Ulrico Hoepli, del podestà di Milano, duca Marcello Visconti di Modrone e di un ristretto e scelto pubblico di inviati, senatori e deputati. Fu in quell’occasione che, durante la cerimonia, Hoepli donò ufficialmente il Planetario, alla città di Milano. In serata, dopo il discorso inaugurale tenuto dal professor Bianchi, organizzarono uno spettacolo astronomico.

Ulrico Hoepli, nel suo ufficio

Durante la guerra

Nel 1943, a causa del precipitare degli eventi bellici, lo strumento scientifico interno venne smontato, rimosso e custodito fuori città. L’attività del planetario venne naturalmente interrotta. I bombardamenti alleati della seconda guerra mondiale dell’agosto 1943, danneggiarono la cupola, ma il palazzetto fu fortunatamente risparmiato. Alla fine della guerra, nonostante la cupola fosse rimasta danneggiata da qualche scheggia, il Planetario riuscì a riprendere la sua attività. Nel 1954, venne fatta una ristrutturazione dell’edificio, con la sostituzione della parte interna della cupola. Prima, questa era in tela, mentre ora, è composta da una serie di pannelli di alluminio forato.

Un’interessante curiosità : l’orientamento ‘relativo’

In assenza di una bussola, per individuare il polo Nord, i naviganti, per riuscire ad orientarsi in mare, ricercano la posizione della stella polare.

Il polo nord virtuale del Planetario non corrisponde al nord reale terrestre, essendo i punti cardinali del planetario, orientati rispetto all’ingresso del planetario stesso. L’ingresso è perpendicolare all’asse viario di corso Venezia che, guarda caso, non coincide con nessun punto cardinale!

Il nord virtuale, indicato nella sala di proiezione, coincide semplicemente con la direzione di uscita dal planetario e quindi è in direzione sud-est!

Come mai tutto ciò? Sembra di capire che, dietro tutto questo, vi sia una ragione pratica. Secondo il conservatore dell’istituto, il fisico Fabio Peri, ciò sarebbe dovuto al fatto che, stando la postazione del conferenziere vicino all’ingresso, ed essendo il nord la posizione migliore per il relatore, si è deciso di fare coincidere il nord con la direzione di uscita dal planetario. In effetti, da tale posizione, risulta più agevole al conferenziere, indicare al pubblico, la parte più interessante e varia della volta celeste, che, per tutti noi, abitanti dell’emisfero boreale, è quella rivolta a sud.

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Orario delle visite

,Il Planetario non ha un preciso orario di visita (non come nei musei). Per organizzare una visita, è necessario consultare il calendario delle proiezioni e delle conferenze. La biglietteria apre 45 minuti prima dell’inizio delle proiezioni in programma.
Durata della visita guidata: 90 minuti circa

Come raggiungere il Planetario

Il Civico Planetario Ulrico Hoepli si trova in corso Venezia 57, all’interno dei Giardini “Indro Montanelli”.

In metro: M1 – Stazione Palestro
In tram : linea 9 – Fermata di Porta Venezia

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