Napoleone …. politicamente fatto ‘santo’

La foto qui .sopra, è quella di un quadro di pittore anonimo datato 1735, che ho scattato presso il Museo di Milano di Palazzo Morando, in via Sant’Andrea n. 6.
Vista così, distrattamente, direi che la facciata di questa chiesa dice ben poco, è abbastanza irriconoscibile, eppure …. è proprio lei, la Cattedrale così come appariva, nel lontano 1735 ! Esteticamente, il Duomo era indubbiamente molto ‘diverso’, rispetto a come siamo abituati a vederlo oggi! Dove sono le guglie e la Madonnina? Non c’erano proprio!
In compenso, a guardar bene, c’era una torretta campanaria che oggi non esiste più ….
Solo successivamente, appena fra il 1765 e il 1769, Francesco Croce, grande architetto della Veneranda Fabbrica, completò il coronamento del tiburio e la guglia maggiore, sulla quale fu innalzata cinque anni dopo, nel 1774, la famosa ‘Madonnina‘ di rame dorato, opera dello scultore Giuseppe Perego, divenuta  tanto cara ai milanesi.

Il Duomo agli inizi del 1700
Il Duomo agli inizi del 1700

Napoleone ordinò il completamento della facciata del Duomo

Napoleone Bonaparte certamente la vide proprio così quando, il 20 maggio 1805, con un ordine perentorio (alla sua maniera),  volle che venisse finalmente finita la facciata del Duomo. Il provvedimento scosse il cantiere dalla secolare indecisione, gravata dai dubbi circa il partito stilistico da adottare ed assunse un chiaro significato politico, mancando solo sei giorni all’incoronazione dell’imperatore a re d’Italia. Napoleone era talmente euforico all’idea che sarebbe stato incoronato proprio in Duomo e che avrebbe potuto mettersi in capo la Corona ferrea, che era pronto a promettere mari e monti a chiunque gli si fosse presentato davanti.

I lavori iniziarono subito

All’ obiezione che, la Veneranda Fabbrica non sarebbe stata in grado di pagare le spese per il completamento della facciata del Duomo, lui rispose promettendo che la Francia avrebbe provveduto a rimborsare tutte le spese sostenute. Propose (o forse meglio … ‘impose’) alla Fabbrica stessa di vendere subito i suoi beni immobili, per poter partire immediatamente con i lavori. Il rimborso delle spese sostenute, sarebbe venuto in seguito. Come rifiutarsi di seguire gli ordini del futuro Re d’Italia? E non credere a tanta magnanimità? Naturalmente il rimborso, la Fabbrica lo sta ancora aspettando oggi, ma in compenso il Duomo, nel giro di soli sette anni, ebbe la sua facciata monumentale in marmo di Candoglia! Nel 1813, era già completata nelle sue linee essenziali. Non c’erano ovviamente le 135 guglie che oggi l’adornano: il completamento anche con le centinaia di bassorilievi e le migliaia di statue, che ci sono esternamente, sarebbe avvenuto gradatamente, nel corso di tutto il resto del secolo, coinvolgendo nell’opera, tutti i migliori scultori dell’epoca. Solo nel 1886 venne demolita la torretta campanaria del ‘500, che stava proprio sopra la navata centrale, come si vede dal quadro.

L’incoronazione di Napoleone

L’incoronazione di Napoleone

Il 26 maggio 1805, venne in Duomo, per farsi incoronare Re d’Italia, (ultimo dei sovrani italiani ad essere cinto con la Corona Ferrea dei sovrani longobardi da sempre custodita nel Duomo di Monza)! Fu in quell’occasione, che pronunciò la famosa frase Dieu me l’a donnée, gare à qui la touche! (Dio me l’ha data, guai a chi la tocca!)
Alla fine di quello stesso anno, all’apice della sua folgorante carriera … con la schiacciante vittoria di Austerlitz ottenuta proprio pochi giorni prima (2 dicembre 1805) contro gli austro-russi, volle, con una punta di megalomania, essere ricordato ai posteri, in Duomo, con uno spazio tutto per sé, in mezzo agli altri santi presenti.

La corona ferrea

Come farlo ‘santo’ come richiesto?

Ma per soddisfare tale richiesta, nacque un problema serio. Per poterlo annoverare fra i ‘santi’, e quindi per poter mettere la sua statua fra quelle dei veri santi della Chiesa, la Fabbrica del Duomo, doveva avere la preventiva autorizzazione da parte dell’Arcivescovo.
Cercando fra gli annali dei santi e dei martiri cristiani, non esisteva, da nessuna parte, un San Napoleone! Come quindi si sarebbe potuto soddisfare la sua richiesta di metterlo fra i santi? E lui, che era  tutto fuorché santo, per intercessione della Chiesa, lo divenne davvero …. d’ufficio! Come era possibile?
Si tratta, spiace doverlo ammettere, di un uso ignobilmente strumentale della religione ai fini politici, e non solo. L’Arcivescovo di Milano Giovanni Battista Caprara Montecuccoli, dovette scomodare persino il papa Pio VII per risolvere il problema.
Spinto naturalmente da motivazioni di opportunità politica, (alleanza fra Papato e Francia in un momento in cui la Chiesa, proprio in Francia, non godeva di grandissime simpatie), fu indotto a escogitare una soluzione, per assecondare tale richiesta assurda! Non fu semplicissimo, nemmeno per lui.

Un povero martire ci andò di mezzo

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A farne le spese fu un certo ‘San Neopolo di Alessandria’, martire (scovato, fra gli annali del martirologio cristiano), che, torturato, morì in prigione, insieme ai santi Saturnino, Celestino e Germano, durante la “Grande persecuzione” di Diocleziano, ad Alessandria d’Egitto,  il 2 maggio 304.

E così Napoleone diventò ‘santo’!

Fu proprio l’assonanza di questo nome, ad indurre il papa  a farlo ‘rinascere’ in data 15 agosto (essendo Napoleone Bonaparte era nato ad Ajaccioi l 15 agosto 1769) e a ribattezzarlo col nome ‘Napoleone. Quindi l’ignoto ‘san Neopolo’ divenne ‘san Napoleone’! Ed ecco che il santo fu fatto!. Così dall’anno successivo, Napoleone potè festeggiare il suo onomastico, nel giorno stesso del suo compleanno! Non solo, ma la festa dell’Assunzione della Madonna a cui il Duomo è dedicato, venne persino soppiantata da quella di san Napoleone! Durò comunque poco … e tornò a essere celebrata nuovamente dopo la caduta dei Francesi, nel 1814.

San Napoleone

Così oggi, salendo con l’ascensore in cima al Duomo, e passeggiando fra le guglie, la G65, (la quinta partendo dalla facciata sopra la navata centrale, a sud), è proprio la statua di san Napoleone, collocata lì nel 1811, in buona compagnia fra gli altri santi! Qui celebra l’apice del suo successo …. prontamente onorato tra le sculture della cattedrale e altrettanto rapidamente dimenticato …. quando a Napoleone successero gli Austriaci.

Passeggiata fra le guglie dei santi

La gratitudine dei milanesi

Non è finita! I milanesi, in segno di gratitudine, per aver ordinato l’esecuzione dei lavori per il completamento della fronte di quell’opera infinita, gli tributarono una seconda statua, visibile oggi sul fianco verso il Palazzo Reale, sul terzo contrafforte partendo dalla facciata, ben visibile anche da terra.
E’ riconoscibile facilmente dall’atteggiamento suo tipico, l’ aria di sfida, in piedi, vestito all’antica e a braccia conserte … C’è però un dettaglio che, ai più, probabilmente sfugge allo sguardo frettoloso ed è molto significativo …. Napoleone è incatenato con un anello di ferro intorno alla caviglia … in ricordo della sua prigionia all’Elba e a Sant’Elena …, statua scolpita nel 1811 da Giuseppe Fabbris.


Pur incatenato, il suo sguardo e il suo atteggiamento non sembrano mai domi!

Napoleone in catene
Napoleone in catene

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