Casa Museo Boschi – Di Stefano

Milano e le sue Case-Museo

Nel 2008 è stato creato il Circuito delle Case Museo di Milano, un sistema museale cittadino che accomuna quattro antiche dimore appartenenti a famiglie milanesi

Il circuito nasce con lo scopo di far conoscere e promuovere il patrimonio culturale e artistico milanese, nel corso di quasi due secoli di storia, attraverso alcuni dei suoi protagonisti: i nobili Poldi Pezzoli, i fratelli Fausto e Giuseppe Bagatti Valsecchi, i coniugi Boschi – Di Stefano e gli industriali Necchi – Campiglio.

Personaggi milanesi tutti amanti del collezionismo e del bello, a cui hanno dedicato molti anni della loro vita, lasciandoci una copiosa raccolta di un valore inestimabile, tra dipinti, opere d’arte, maioliche, oggetti preziosi e molto altro.

Tutte situate nel centro di Milano, le quattro Case-Museo sono la testimonianza delle storie personali dei proprietari-abitanti che nel corso degli anni hanno saputo creare ambienti e atmosfere di un passato fastoso composto da arredamenti unici e tipici .

Mappa delle quattro Case Museo del circuito
Mappa delle quattro Case Museo del circuito

Nate come abitazioni, sono ora dei veri e propri Musei che, grazie alla generosità dei fondatori, possiamo visitare e scoprire le grandi dimore del passato e il ricco patrimonio artistico che contengono.

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Tralascio volutamente la parte che riguarda il percorso museale per concentrarmi sulla storia dei personaggi e sulle loro dimore.

Casa Museo Boschi – Di Stefano

Un museo come abitazione

Testimonianza unica di come un semplice appartamento sia diventato un “museo abitato”.Un gioiello frutto di un collezionismo intelligente e vivace di due sposi milanesi, Antonio Boschi e Marieda Di Stefano ,che seppero trasformare l’abitazione in un importante centro artistico del novecento.

Perché due cognomi Boschi e Di Stefano.

Come affermò lo stesso Boschi, la collezione porta di diritto i nomi di entrambi i coniugi:

“non è un omaggio reso alla memoria della mia compagna” – morta nel 1968 – “ma corrisponde alla realtà. Opera comune nel senso totale: in quello materiale con le implicazioni di decisioni, di applicazione, di sacrifici finanziari e conseguenti rinunce in altri campi; e in quello artistico come concordanze di gusti, di indirizzi, di scelte”.

Il forte senso civico e sociale spingerà Antonio Boschi a provvedere ad una prima donazione al Comune di Milano, che avrà luogo nel 1974 , alla quale ne farà seguito una seconda, attuata alla sua morte nel 1988, comprendente i suoi ultimi acquisti. Tra le sue volontà testamentarie era già previsto che l’appartamento di via Jan, dove lui e Marieda avevano vissuto, fosse aperto al pubblico come casa-museo compresa la presenza di una folta selezione delle opere raccolte da entrambi.

I Coniugi Collezionisti

Un incontro fortunato

Nel 1926 Antonio Boschi e Marieda Di Stefano si conoscono durante una vacanza in Valsesia e fu amore a prima vista. Vorrebbero sposarsi subito, ma , per evitare i pettegolezzi che a quei tempi un matrimonio improvviso avrebbe suscitato, decidono di sposarsi l’anno dopo, 1927.

Antonio Boschi (Novara 1896-Milano 1988). Giovane ingegnere alla Pirelli dove svolgerà una brillante carriera con numerosi e importanti brevetti come il GiuBo (Giunto Boschi). Durante la Prima Guerra Mondiale ricopre l’incarico di dirigibilista e, dopo la laurea, ha una esperienza di due anni nel ramo ferroviario di Budapest. Appassionato di musica e in particolare per il Violino.

Giunto Boschi GiuBo. Premio in oro brevetto dell'Ing. Antonio Boschi
Giunto Boschi GiuBo. Premio in oro brevetto dell’Ing. Antonio Boschi

Giubo, noto anche come disco flessibile, è un giunto di trasmissione in dotazione a motori e dispositivi meccanici ancora oggi prodotto e venduto in mezzo mondo. Giubo è l’unione delle prime lettere del nome del prodotto e quelle del cognome dell’ingegnere che lo ha progettato e brevettato : Giunto e Boschi.

Marieda Di Stefano (Milano 1901-1968) Il padre Francesco è un collezionista di opere d’arte, soprattutto del novecento, e Marieda già in famiglia vive un mondo a lei congeniale. Si specializza nello studio della scultura nel settore della ceramica Una carriera artistica di successo che le permette di esporre in molte mostre non solo nazionali. Nel 1962 fonda la scuola di ceramica che porta il suo nome e che il marito nel 1974 dona al Comune di Milano insieme all’appartamento e a tutte le opere d’arte.

L’amore per l’arte

E’ certamente questo il collante di una coppia innamorata con la comune passione per l’arte. Comprano di tutto: quadri, suppellettili, disegni, sculture, spesso per aiutare giovani artisti senza soldi. Partecipano attivamente e con attenzione alla vita artistica della città , soprattutto da parte di Marieda, non mancano di sostenere economicamente l’operato di giovani promettenti. Non hanno figli, in compenso hanno 11 gatti

La casa

Dopo pochi anni dal matrimonio si trasferiscono al secondo piano nella palazzina di via Giorgio Jan 15, costruita tra il 1929 e il 1931, sotto la supervisione del noto architetto Pietro Portaluppi (detto Piero, progettista anche dell’altra casa del circuito Necchi Campiglio

Architetto Portaluppi
Architetto Portaluppi (Milano 19 marzo 1888-6 luglio 1967)

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Un architetto urbanista, storico dell’architettura e accademico italiano . Durante la prima guerra mondiale, presta servizio militare come ufficiale del Genio. Alle grandi opere idroelettriche affianca costruzioni residenziali e ristrutturazioni di grandi palazzi storici come la ricostruzione della pinacoteca di Brera (1919-1950), la Casa degli Atellani (in più periodi 1919/21,1943, 1946/52) per non parlare del Sagrato del Duomo (1926-1929).

Un gioiello dove meno te l’aspetti: questo piccolo ma incantevole museo d’arte italiana del ‘900 si trova, infatti, in un appartamento, accessibile tramite un ascensore d’altri tempi. Un percorso culturale tra le stanze dell’appartamento, rese uniche da più di 200 opere di grandi autori come De Chirico, Guttuso, Sironi e moltissimi altri, disposte con estrema cura e competenza all’interno dell’abitazione.

La Fondazione

La Fondazione Boschi Di Stefano nasce nel 1998 a superamento di una vertenza giudiziaria insorta fra gli eredi Boschi e il Comune di Milano per assicurare l’adempimento, voluto nel testamento dell’Ingegnere Boschi, di ricollocare nella casa, dove aveva vissuto con la moglie, una selezione delle opere della collezione.

In collaborazione con Philippe Daverio, allora Assessore Comunale alla Cultura, si pervenne all’accordo di dar vita a una Fondazione che fosse amministrata in modo paritario da rappresentanti del Comune e quelli della famiglia Boschi, affiancati dal Direttore delle Civiche Raccolte d’Arte, all’epoca Dottoressa Maria Teresa Fiorio, realizzatrice dell’attuale selezione e ordinamento espositivo della collezione.

La Fondazione ha provveduto alla dotazione d’impianti di sicurezza e al restauro della casa, curato dall’Architetto Cristiana Vannini; nonché all’acquisto di arredi (con la consulenza di Marco Arosio), consonanti con lo stile dell’edificio e con le diverse epoche artistiche ivi riunite. Fra gli scopi della Fondazione, il promuovere iniziative culturali orientate allo studio e alla diffusione del collezionismo d’arte e al recupero d’archivi storici; la comunicazione e l’organizzazione di manifestazioni, oltre ad un servizio di consulenza per studenti universitari e studiosi.

Il 5 febbraio 2003 l’appartamento, abitato in vita dai coniugi Boschi – Di Stefano, viene aperto al pubblico dove , nel percorso delle 11 sale, si può ammirare una ricca e varia selezione di circa trecento delle oltre duemila opere della loro collezione, donate al Comune di Milano nel 1974 da Antonio Boschi. .

La collezione rappresenta una straordinaria testimonianza della storia dell’arte italiana comprendente pitture, sculture e disegni dal primo decennio del Novecento alla fine degli anni sessanta, selezionate e distribuite secondo un criterio di successione cronologica e qualitativa curato da Maria Teresa Fiorio, ex Direttore delle Civiche Raccolte d’Arte di Milano .

Nel 2008 è inserita, a pieno titolo, nel circuito delle quattro Case-Museo di Milano

Come arrivarci

Museo Poldi Pezzoli, Via Manzoni, 12
Metro 1 (rossa) fermata Duomo
Tram 1 piazza della Scala
Museo Bagatti Valsecchi, Via S.Spirito/Via Gesù , Metro 3 (gialla) fermata Montenapoleone ,
Tram 1 (nelle vicinanze)
Casa museo Boschi di Stefano, Via G.Jan, 15 ,
Metro 1 (rossa) fermata Lima
Villa Necchi Campiglio, Via Mozart 14,
Metro 1 (rossa) fermata Palestro


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