L’Arena Civica

Siamo ai primi dell’800. Milano, sotto la dominazione francese, in quel periodo, non contava più di 120.000 abitanti.

Napoleone Bonaparte, una volta arrivato in città, vi portò una ventata di rinnovamento che, nonostante la nuova occupazione straniera, venne accolta generalmente con favore, dai milanesi. Un esempio per tutti, il cambio della moneta, da lui voluta, che, dopo i normali mugugni iniziali, venne accettato dalla popolazione, per la sua semplicità d’utilizzo. Fu lui infatti, che, per primo, introdusse, in Italia, il sistema monetario decimale che usiamo oggi,

Forse per ingraziarsi i favori dei milanesi, (essendo figlio di giovanissimi genitori italiani, si sentiva un pò italiano pure lui), fra le altre cose, approvò e fece eseguire o completare a Milano, alcuni dei progetti urbanistici di rilievo allora sul tappeto, tesi a migliorare la riqualificazione urbana della città. Ad esempio, in centro, fu lui a promuovere la ripartenza dei lavori, bloccati da anni, per il completamento della splendida facciata del Duomo; fu sempre lui, a promuovere l’abbattimento della cittadella stellata attorno al Castello. Retaggio delle antiche fortificazioni spagnole ormai superate, la demolizione delle mura iniziata nel 1801, creò intorno all’edificio Sforzesco (ormai in rovina), un grande spazio vuoto utilizzabile diversamente. Alcuni architetti, quali Luigi Canonica e Giovanni Antolini, furono incaricati di elaborare un piano di risistemazione generale dell’area tutta intorno al Castello, da zona militare (com’era stata fino ad allora), a polo civile e rappresentativo della città.

Sotto la precedente amministrazione austriaca, erano già stati fatti diversi progetti per la risistemazione di tutta quell’area, ma ogni attività era rimasta bloccata per anni, o a causa dei soliti oppositori a qualunque idea di rinnovamento, o per la cronica mancanza di sufficienti finanziamenti.

L’idea di costruire un anfiteatro

Napoleone, classe 1769, quando arrivò a Milano, era poco più che trentenne e, come tutti i giovani, non disdegnava il divertimento … ma Milano, Teatro alla Scala, Cannobiana e giochi d’azzardo a parte, non offriva molto di più, a quei tempi … per cui, approfittando dei progetti urbanistici che gli erano stati sottoposti per l’approvazione, chiese nel 1805, alla Commissione di Lavori Pubblici Ornato, di affidare l’incarico ad un architetto di Corte, tal Luigi Canonica, per la stesura di un progetto per un anfiteatro polifunzionale da costruire nella vastissima area della piazza d’armi, dietro al Castello (l’attuale Parco Sempione, per intenderci).
Con la leggendaria ‘modestia’ che contraddistingueva ogni sua richiesta, questo stadio avrebbe dovuto ricreare le magiche atmosfere perdute, degli anfiteatri romani di quasi millecinquecento anni prima’!

L'arena vista dalle mura del Castello
L’arena vista dalle mura del Castello

1805 – Progetto di un’opera monumentale

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Conoscendo le manie di ‘grandeur’ del suo committente, Luigi Canonica scelse, nel disegno dell’opera, la forma dell’anfiteatro romano, riproposto in chiave neoclassica, come richiamo alla tradizione imperiale di quindici secoli prima. Forse perché meglio conservato degli altri circhi romani, l’architetto s’ispirò in particolare a quello, fatto costruire nel 311 dall’imperatore Massenzio, situato fuori Roma, sulla via Appia Antica, non lontano dalla basilica di San Sebastiano fuori le mura.
L’impianto, a forma ellittica, che lui progettò, aveva una lunghezza di mt. 238 e una larghezza di mt. 116, e poteva contenere fino a 30.000 spettatori, ovvero un quarto dell’intera popolazione della Milano dell’epoca.

Arena civica allagata
Arena civica, allagata

Lavori a tempo di record

Napoleone in persona approvò il progetto, nel 1805, l’anno della sua incoronazione a Re d’Italia. I lavori partirono subito e vennero ultimati, a tempo di record, nel giro di due soli anni. La zona intorno al Castello, in quel periodo, doveva essere tutta un cantiere perché, parallelamente alla costruzione dell’anfiteatro, si procedette allo smantellamento delle fortificazioni spagnole a ridosso del Castello stesso, giudicate ormai superate. Le stesse pietre ricavate dalla demolizione delle fortificazioni a stella che circondavano la fortezza, furono riutilizzate per la costruzione dell’Arena.

1807 – L’inaugurazione ufficiale

Le cronache riportano che, il giorno dell’inaugurazione (il 17 dicembre 1807), fossero presenti nell’anfiteatro più di 35.000 persone. Fra di loro, ovviamente, il Re d’Italia (Napoleone), che era stato il principale promotore del progetto.
Cosa avrebbe gradito vedere Napoleone in occasione dell’ inaugurazione di questo impianto? Certamente uno spettacolo d’effetto! Una bella parata militare? No, troppo scontata … Qualcosa di più originale … una naumachia!

naumachia’ significa letteralmente «combattimento navale», cioè nel nostro caso, uno spettacolo della simulazione di una reale ‘battaglia navale’!

Naumachia
Naumachia

Come sarebbe stato possibile organizzare una ‘battaglia navale’ in uno stadio?
Il concetto di stadio, allora, era leggermente diverso dall’idea di stadio che abbiamo oggi. Non esistendo impianti di stadio ‘moderni’ cui fare riferimento, non rimaneva che attingere ai modelli di stadio (o circo) degli antichi Romani.
L’Arena quindi, proprio come si usava allora, prevedeva la possibilità di essere allagata, al punto da consentire la navigazione di barconi con un certo ‘pescaggio’ … in modo da poter quindi simulare battaglie navali e la rappresentazione di scene mitologiche varie! Aspetto. questo, molto interessante dal punto di vista d’ingegneria idraulica.

Le evoluzioni del delfino, motivo d’attrazione

Cronache dell’epoca riferiscono che uno dei principali motivi di attrazione all’Arena, quando veniva allagata, era la presenza di una balena viva, (personalmente non credo si trattasse effettivamente di una balena, conoscendone le dimensioni reali … più probabilmente sarà stato un delfino, capace di fare evoluzioni e salti anche in acqua poco profonda .…)

Comunque, considerando le risorse della Milano di allora, si comprende quanto questo progetto di costruzione dell’anfiteatro, fosse complesso da portare a termine, in così breve lasso di tempo …. la progettazione di una vasca delle dimensioni del prato erboso di uno stadio normale, comportava anzitutto l’impermeabilizzazione del terreno nell’area interessata, in secondo luogo, la realizzazione di un impianto che garantisse, in tempi sufficientemente rapidi, sia il riempimento che lo svuotamento del bacino (una sorta di piccola Darsena), nonché una minima pendenza del terreno per facilitare il deflusso dell’acqua …. (non esistendo all’epoca, pompe idrovore!)

Fortunatamente, a Milano l’acqua non manca, comunque Luigi Canonica dovette prevedere la costruzione di un canale che ‘pescasse’ l’acqua direttamente dal Naviglio, per portarla fin dentro allo stadio …. Per svuotare il lago, studiò un sistema per far defluire l’acqua in un vecchio canale artificiale, costruito dai Romani in epoca imperiale, allo scopo di consentire il rapido allagamento dei fossati tutt’intorno alla fortezza.
L’anfiteatro quindi, ripreso il suo aspetto di stadio ‘tradizionale’, era in grado di ospitare altri tipi di spettacoli.

L’Arena, all’epoca, era l’unico vero polo cittadino, di aggregazione delle masse. Quello che riuscivano a fare allora in quell’unico impianto, era davvero incredibile …

Spettacoli vari

Naumachie a parte, prime fra tutti, ad attirare l’attenzione della gente, furono ad esempio le ascensioni con i palloni aerostatici, molto di moda in quel periodo.

Fausto Bagatti Valsecchi che se leva in volo con la mongolfiera
Fausto Bagatti Valsecchi, si leva in volo con pallone aerostatico


Ovviamente poi, le parate militari,, le cariche di cavalleria, le corse con le bighe, i giochi equestri, gli spettacoli pirotecnici, gli spettacoli circensi (come il famoso circo “Wild West Show” di Buffalo Bill, arrivato nel 1894, e poi, ritornato nel 1906), i concerti, le feste da ballo a cielo aperto, le corse dei cavalli berberi.

(A proposito dei cavalli berberi, le cronache riferiscono che una volta, durante uno show, correndo al galoppo sul prato, siano scappati dal portone principale dello stadio, rimasto incredibilmente aperto. Disperdendosi fra le vie del centro, i cavalli liberi, in corsa sfrenata, crearono comprensibile panico fra la gente in corteo, intenta a seguire una processione).

Sport per il pubblico

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D’inverno, quando le temperature erano più rigide, su quell’enorme prato allagato e ghiacchato, si organizzavano naturalmente anche le serate danzanti sul ghiaccio, al chiaro di luna e alla luce delle fiaccole, divertimento romantico e suggestivo, particolarmente prediletto dagli ufficiali austriaci (subentrati a quelli francesi, dopo la caduta di Napoleone).

Pattinaggio sul ghiaccio aperto a tutti

La pista di ghiaccio, di giorno, vedeva le dame in abito lungo e cappellino e i cavalieri in giacca, cravatta e bombetta, volteggiare disinvolti sui pattini.

Pattinaggio sul ghiaccio all'Arena
Pattinaggio sul ghiaccio all’Arena

Sport agonistici seri …

– Regate

Nel 1891, l’Arena allagata, ospitò le prime regate agonistiche della Canottieri Milano, società nata da appena un anno, e destinata a segnare la storia sportiva e sociale della città.

– Ciclismo

Ospitò manifestazioni ciclistiche, prima della costruzione del velodromo Vigorelli, che verrà inaugurato appena il 28 ottobre 1935.
Fra l’altro, il 30 maggio 1909, l’Arena Civica accolse l’ultima tappa del primo Giro d’Italia vinto, allora, da Luigi Ganna. A quel giro partecipò un altro ciclista famoso il pavese, Giovanni Rossignoli, che, in quell’occasione, vinse sia la tappa di Napoli che quella di Genova!

Luigi Ganna al primo Giro d'Italia nel 1909
Luigi Ganna al primo Giro d’Italia nel 1909

Calcio

Nel 1910, l’impianto ospitò la prima partita della storia della nazionale italiana di calcio italiana, contro i cugini francesi. La vittoria della nostra nazionale fu memorabile: 6-2!
Analogamente, servì come stadio di calcio all’Inter, per le sue gare di campionato, prima che il nuovo Stadio di San Siro (ben diverso da quello che conosciamo oggi), venisse inaugurato 19 settembre 1926. (Il Milan aveva il suo campo di calcio al Trotter, dove attualmente c’è la Stazione Centrale)

Stadio di san Siro 1926
Stadio di San Siro inaugurato nel 1926


Durante la II guerra mondiale, l’Arena ospitò dal 1941 al 1945, oltre all’Inter, anche la squadra del Milan. Lo stadio di San Siro era agibilissimo, ma i tifosi avevano difficoltà a raggiungerlo con i mezzi pubblici, a causa delle frequentissime interruzioni di energia elettrica!

– Atletica leggera

Dopo una decina d’anni di totale inattività, l’Arena, venne ristrutturata di recente. Iniziò ad ospitare gare di atletica leggera, partite di football americano, partite di rugby ed altri avvenimenti di rilievo.

All’Arena si tenne per anni la “Notturna di Milano”, importante meeting di atletica leggera. Il 27 Giugno 1973, in questo stadio, Marcello Fiasconaro, atleta italo-sudafricano, realizzò, con 1’43″7, il record del mondo degli 800 metri piani, record che detenne per 3 anni, ed è tuttora il record italiano!

Marcello Fisconaro n.147
Marcello Fisconaro (n.147)

Il più antico stadio d’Italia

E’ sicuramente il più antico stadio d’Italia, costruito quando il calcio ancora non esisteva. Basti pensare che la squadra del Milan nascerà infatti appena 92 anni dopo, (nel 1899). e quella dell’Inter oltre 100 anni dopo, (nel 1908)!
Intitolata a Gianni Brera, recentemente scomparso, L’Arena Civica ha festeggiato lo scorso agosto, i suoi 212 anni di vita. E’ ancora oggi uno dei principali impianti sportivi della città, sia per dimensione, che per notorietà.

Oggi, ahimè, non è visitabile se non in occasioni particolari o durante alcune manifestazioni sportive. Non rimane quindi che accontentarsi d’ammirare la costruzione, in stile neoclassico, solo dall’esterno!


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